(navigation image)
Home American Libraries | Canadian Libraries | Universal Library | Community Texts | Project Gutenberg | Children's Library | Biodiversity Heritage Library | Additional Collections
Search: Advanced Search
Anonymous User (login or join us)
Upload
See other formats

Full text of "Ad onore del Sommo Pontefice Pio IX. : cantata / poesia del conte Giovanni Marchetti ; musica del cav. Gioachino Rossini."

h £2(ò''àJ£K 






S 



AD ONORE 
mei, sonno pontefici: 



M 




PIO IX. 



CANTATA 



^aeéca 



DEL CONTE GIOVANNI MARCHETTI 



vuéùca 



DEL CAV. GIOACHINO ROSSINI 





BOLOGNA 1846. TIPOGRAFIA SASSI- 



■ ° > i> > »' ♦-C*BEr4S 




• V 



V, 



v * 



••A 



• * 



Vv 



PERSONAGGI 



V AMOR PUBBLICO 

LA SPERANZA 

IL GENIO CRISTIANO 

CORIFEO 

DI GRAZIATI 



CORO \ DI DONZELLE SEGUACI DELLA SPERANZA 



DI POPOLO 



IN ONORE DI PIO IX. 

- °>»mCCC ° — 

CANTATA 

SCENA I. 
L'amor pubblico. Coro di Graziati. 

coro 

(Jual voce d' incognito 

Angelico suono ! 

A voi sia perdono 

Sia pace, gridò. 
una parte 
Le ferree mi caddero 

Ritorte crudeli : 

De' campi , de' cieli 

Il riso vedrò. 

ALTRA PARTE 

A te, sacra sponda 
Del dolce mio nido, 
Quel tenero grido 
Il varco m'aprì. 

TUTTI 

All'alme gradita 
Ritorna la vita, 
Agli occhi gioconda 
La luce del dì. 



AMOR PUBBLICO 

sì gran tempo lacrimata schiera, 
Fu la voce di Pio, fa del novello 
Gran Sacerdote e Regnator la voce. 
Quella che te ritrasse 
Di chiuse mura o di stranier paese, 
E vita e libertade e onor ti rese. 
Or va , t' affretta al seno 
Delle spose, de 5 figli; 
E di tua vista e della tua parola 
Tanto dolor, tanto disio consola. 
Io che P amor di tutti 
Per sì benigno Padre in me comprendo 
E ne' miei detti esprimo, a Lui ne rendo 
Quante so grazie, e ne do gloria e vanto. 
Or di te che non fia, 
Di te , cui volse in allegrezza il pianto ! 

La sua possente voce 
Degna suonò di quella 
Che moribonda in Croce 
Chiese per Puom mercè. 

Così non mai s'intese 
D'alto parlar Pietade; 
INon mai così m'accese 
Alma regal di sé. 

Padre, il tuo dolce impero 
Senza confin si stenda; 
Da Te ogni gente apprenda 
Amor, speranza, e fé. 



5 

CORO 

Quante lai piover lagrime 
Di gioia non mendace, 
Tanti di gloria e pace 
Splendano i giorni a Te. 

SCENA II. 

L'Amor purrlico, poi La Speranza 
con Coro d! Donzelle. 

amor purrlico 
Quai da sì buon principio 
Fausti presagj !.... Ah vieni, 
Vieni , o diletta Speme ; 
Di', se al mondo giammai 
Più lietamente ci scontrammo insieme. 

SPERANZA 

Tanta di Pio clemenza 
Una dolcezza inusitata e nova 
Nel mio petto versò. Già da quel punto 
Ch' Egli cinse il gran serto , aura spirai 
Oltre ogni dir soave; il ciel m'apparse 
Più seren dell'usato, 
Più florida la terra, 
Del dì più lieti i rai; 
Tutto dirmi sembrò : paga sarai. 

AMOR PURRLICO 

Sì; che de' troni io schermo 
Vero , possente , e fermo , 
Io darò gli agi a quel sovran consiglio 
Che fecondi saranno 
D'ogni sottil provvedimento e saggio. 



6 

Ben so^ che aperto oltraggio, 

scaltra insidia i generosi passi 

Tarda agli eroi sovente; 

Ma sull'augusta Mente 

Non avran vanto i tristi 

Seminator di dubbio e di paura; 

Ch'ella in sé fia costante, in me secura. 

SPERANZA 

Nettare al cor m'infondi. O voi, che amico 
Cerchio mi fate, è vostra, 
Vostra, o Donzelle, è la stagion che sorge. 
Ornatevi di rose e di viole, 
E dolce incominciate 
Da me spirate - a modular parole. 

CORO 

Al Sol, che sgombra 
La tacit' ombra, 
Che il mondo allegra, 
Che adorna il ciel; 

Alla gentile 
Aura d'Aprile 
Che i fior rintegra 
Sovra ogni stel, 

Di Chi l'eterna 
Nave governa 
L'alta Virtude 
Somiglierà. 

Già degni affetti 
Desta ne' petti , 
Nova dischiude 
Leggiadra età. 



Da fosco errore 
Da vii timore 
Sciolto il pensiero 
Libero il cor, 

A belle imprese 
Vedrem raccese 
Luce di vero 
Fiamma d'onor. 

SCENA III. 
Genio Cristiano , Corifeo , Coro e detti. 

CORIFEO 

Non sa che sia bontade 
Chi non ha visto.... (ed oh qual gioja in volto 
Ti sfavillava , o Genio , anima e mente 
Della legge di Cristo ! ) 
Chi dianzi non ha visto 
11 Signor nostro accòrre 
Qualunque volle in fra 9 seguaci miei 
O pena o brama nel suo sen deporre. 
Ah se veduto aveste 
Come alle preci arrise, 
Come fu largo di pietosi doni, 
Come ragion promise, 
E ciascun consolò che a lui si volse ! 

GENIO CRISTIANO 

Similmente Gesù gli umili accolse. 

CORIFEO 

salutar costume, 
Certo rifugio a le meschine genti! 



8 

AMOR PUBBLICO 

Alto esempio a' Possenti ! 

SPERANZA 

Oh qual soave lume 
Veder già parmi, che di sponda in sponda 
Rinovellato il gran Tarpèo diffonda. 
Sacra Cima un dì superba 
Di crudel Trionfator, 
Vera gloria un Dio ti serba, 
11 trionfo delPAmor. 

AMOR PUBBLICO 

Aura santa ornai la face 
Spegne in mano al rio Furor : 
Tesson Pio con P alma Pace 
Dolce un nodo a tutti i cor. 

GENIO CRISTIANO 

Tempo appressa, che dai vanni 
Vital nembo verserà. 

CORO 

Lieta intanto il voi degli anni 
La Concordia affretterà. 

SPERANZA 

Ah non fia che Pio m' inganni 
Perchè inganno il ciel non fa. 
Quel sembiante m'assecura 
Donde a noi sorride il cielo: 

GENIO CRISTIANO 

Dove ferve un dritto zelo, 

CORIFEO 

Dove pinta è Palma pura, 

CORO 

Dove impressa è la pietà. 



/ 



9 

TUTTI 

secolo, t'inchina 
A tanto Re dei Re: 

AMOR PUBBLICO E CORIFEO 

La Maestà Latina 

Pur gli cadrebbe al pie. 

GENIO CRISTIANO 

Della virtù Divina 

Oh quanto accoglie in se! 

SPERANZA 

Ciò ch'Egli a noi destina 

10 già vagheggio in me. 

CORIFEO 

No, non godrà più Roma 
Di formidato impero; 
Ella del mondo intero 
Scettro miglior terrà. 

Coronerà di palme 
La veneranda chioma ; 
Mite ne 9 cor, nell'alme 

11 regno suo porrà. 

GENIO CRISTIANO 

Pio P immortai radice 
Di tanto ben si fé: 

CORO 

Di lungo dì felice 
L'alba adorata Egli è. 

AMOR PUBBLICO 

Io d' inefifabil grido 
La salutai qui prima : 

SPERANZA 

Il Tiberino lido 
Tutto per me suonò. 



10 

Ma sì festevol mostra 
Opra non fu sol nostra: 
Sante Ruine, un fremito 
Ancor da voi s'alzò. 

AMOR PUBBLICO 

A quel voler magnanimo 
Che troncò ceppi, esigli , 
Nel degno cor de' Figli 
L'alto Quirin parlò. 

TUTTI 

A quel voler magnanimo 
Che troncò ceppi, esigli, 
Nel degno cor de' Figli 
L' alto Quirin parlò. 

GENIO CRISTIANO 

Qui di Gesù ne' figli 
Spirto d'amor parlò. 
Ah sì , d' amor ; di queir amore ond' ardo 
Io, che per esso il mondo 
Rinovellai; che fransi 
Barbaro giogo, e dignitate e dritto 
Impressi all' uom ; che in fronte 
Del par Giustizia e Caritade ho scritto: 
Di quell'amore, ond' io 
La grand' alma di Pio -tutta compresi. 
In Lui più volte io resi 
A stuol di poverelli Orfani il padre, 
E la guida, e il conforto: Io delle Gregge 
A la sua verga pastoral credute 
Gioja il feci e salute : — E quando Ei corse 
A ravvivar la benedetta face 
Sovra lontane rive 



11 

Impoverite de' bei raggi sui, 
Io per le Atlantich' onde era con Lui. 
Sul provido Naviglio 
Cui sorridea la Fede, 
Noi le dilette prede 
Sospiravamo insiem. 
Oh me, dicea, beato, 
Più che di regio stato, 
Il dì che al cielo acquisto 
Fatto d'un' alma avrem. 

CORO 

L'alto Vessil di Cristo 
Rifolgorar vedrem. 

GENIO CRISTIANO 

voi sante reliquie fraterne 
Mal campate al Pagano furor, 
Là nell'ampie funeree caverne 
Esultate al novello Signor. 

Dallo zelo che il petto gì' incende 
Più riprende - la Pianta vigor, 
Che cresciuta del vostro gran sangue 
Mai non langue -, non sfronda, non muor. 



<**<@£^&£&S*»~ 



IMPRIMATUR 

Seb. Pallavicino V. G. S. 0. 

IMPRIMATUR 

F. Can. Casoni Can. Eccl. 



V Editore protesta di voler godere dei diritti accordati 
dalla Notificazione 20 Novembre 1840 sulla proprie- 
tà letteraria. 









- -"»., ■•'Ili, "II,,, - -, AVE" nw . nw . 

^ -«w" ..mi' 1 A \«* • *• "%.. ''<"/;,. *'"... °~ 





-q :> "Jt" j> » • e - g . «e